sabato 29 settembre 2012

Strade

Da qualche parte qualcuno muore, qualcuno nasce. Io sono qui. E vivo. Una bomba esplode, qualche torre crolla. Quello che a noi rimane è solo un'ultima telefonata di quel povero uomo che ha avuto la sfiga di essere nel punto più alto, talmente in alto da non riuscire a scendere; ha il destino segnato e ne è consapevole, e la cosa più tragica è che ancora non riesce ad accettarlo. Ma questo non importa, ha ancora la speranza, che muore presto in un cumulo di macerie. Lui non può più sentirsi, ma se potesse annichilerebbe per quanta angoscia riesce a infondere. E' una cosa che mi coinvolge talmente tanto che, subito dopo aver ascoltato il tutto, volevo chiamare la mia amata, perché la paura di sparire senza lasciare traccia era molto evidente. Anche questi sentimenti passano, ed è una fortuna che essi esistano, perché altrimenti non ci sarebbe neanche il sentimento opposto, ovvero la gioia di vivere e non fermarsi davanti a nulla.

Nella vita di ognuno di noi ci sono tante strade da scegliere. Io ho avuto il privilegio di trovare un viale alberato, in cui di giorno splende forte un Sole che scalda il cuore, mentre quando cala la notte una lunga fila infinita di lampioni illumina comunque la via, impedendomi di fermarmi. Ho abbandonato lo studio. Ho provato a seguirlo con interesse, al contrario di tanti altri, prima su tutti la mia compagna. Nonostante i vari impedimenti insegue il suo obiettivo con tenacia e determinazione, anche se questo sia quasi passato in secondo piano. E io l'ammiro perché non ha mai mancato un appiglio, ha sempre lottato per raggiungere la cima di una delle vette più alte che si possono incontrare in vita. Le mancano ancora uno sperone di roccia e un paio di metri, ma ora è tempo di bivaccare, al riparo da ulteriori intemperie, perché il merito l'ha portata a questo. E io sono molto fiera di lei.

Solo così posso stare da solo accanto a qualche pagnotta che sta cuocendo, sussurrando: "Che bella la vita".

venerdì 24 agosto 2012

Ad un passo

Vacanze finite, ma non il caldo. Finalmente sono ritornato alla routine quotidiana lavorativa, con qualche piccola e graziosa novità. La voglia di leggere finalmente si è un pochino svegliata, e prima di lei anche quella di scrivere. Già, scrivere. A volte penso alla frequenza degli anni scorsi, ai contenuti e alle modalità. Le persone cambiano, inconsapevolmente un giorno si aprono gli occhi e si dice: "Guarda com'ero cinque anni fa!". E' la vita che va avanti, e non possiamo farci niente; possiamo solo aggiustare piano piano le piccole cose che non vanno in noi, lasciando perdere i difetti impossibili da correggere. Dobbiamo goderci questa vita, nei limiti del possibile, quando e come si può, appena si presenta l'occasione. Questa estate era una di questa, che per vari motivi mi sono lasciato sfuggire. Sono stato male, sono rimasto deluso, ho litigato e ho fatto pace, perché il passato è passato. Bisogna sfogarsi subito senza tenersi niente dentro, altrimenti si rischia di rovinare indelebilmente anche gli ultimi giorni di quiete prima del tran tran quotidiano. Ovviamente sempre con un occhio alle conseguenze. Per questo voglio prendere i pochi giorni buoni passati con ragazza e amici ed estenderli a tutta l'estate. Perché è questo di cui ho bisogno.

Riguardo allo scrivere vorrei ancora fare un appunto. Dall'ultimo post ne ho avuti di argomenti da trattare, solo che mi manca la voglia. E quando l'ispirazione svanisce, c'è una sensazione tra solitudine e tristezza. Ci si ritrova come quando si scopre il trucco di un mago. Ho praticamente abbandonato la poesia, ma quello che non voglio fare è abbandonare la scrittura. Voglio che sia parte di me nella buona e nella cattiva sorte. Cercherò di sfruttare ogni condizione per portare alla luce le parole che ho dentro.

Quel passo dalla morte è ancora vivo nei miei ricordi, anche se lo menziono con una certa leggerezza. Nulla è successo per fortuna. E ora sono ancora qui a cercare di portare in alto me e le mie giornate, evitando la piattezza. Stringo quello che ho di più caro e lo porto con me.

Ora scusatemi, vado a coricarmi su una spiaggia notturna a raccogliere le stelle che cadono, insieme ai tanti desideri del mondo che mai si esaudiranno, mentre leggo un messaggio di un caro collega di lavoro.

venerdì 27 luglio 2012

Run Run Run

Questo non si può fare, quest'altro neanche. Sai che faccio? Parto da solo. Viaggiare. Divieto d'accesso per i problemi, l'unica che entra è la musica. Una musica potente, con i bassi pompati al massimo ad accompagnarmi su quell'interminabile linea bianca. Voglio starmene da solo, visto che non posso avere la compagnia che voglio. La mia compagnia va bene. Mi fa bene. Perché sto bene con me stesso, e non potrebbe andare altrimenti. Alziamola allora questa bandiera, cantiamo l'inno alla libertà e viaggiamo. Voglio superare i confini del mondo per vedere cosa c'è dopo, sporgermi oltre e ritrarmi quando sono sull'orlo dell'abisso. Evidentemente i progetti e le belle speranze sono fatte per essere fumate in una notte d'estate, lasciando così quel sentimento di vuotezza che rovina giornate intere. E quando anche la benzina finisce, mi infilo un paio di scarpe rotte e corro verso l'ignoto, perché questo è l'unico modo che conosco per vivere, e ogni evento che me lo impedisce mi rende come un leone braccato dai cacciatori, costretto a fuggire voltandosi continuamente.

domenica 8 luglio 2012

Basta...

Basta una frase fatta per etichettare una persona come banale. Come basta concedersi i 130 km/h su un rettilineo sgombro di 4 km in tangenziale per essere etichettati come pazzi al volante. E' vero, adoro la velocità. I limiti di velocità li supero facilmente (tranne in autostrada), e spesso spingo più del dovuto. Ma lo faccio sempre da solo. Quando sono da solo in macchina, quando posso permettermi di superare un dosso senza rallentare più di tanto, quando gli scossoni li sento solo io.

Il mio primo anno da neopatentato l'ho passato spesso a manetta, anche con la macchina carica di gente, perché pensavo facesse figo fare lo spericolato in macchina. Poi mi sono accorto che ero solamente un coglione e non potevo permettermi di avere sulla coscienza vite altrui. Mi sono accorto che chi era con me viaggiava nella più totale scomodità, e questo è un peccato averci pensato dopo. Così ho cambiato. Dopo quell'anno solo una volta sono andato a palla di proposito con la macchina carica, evidentemente non mi era piaciuto il comportamento di certi individui presenti sui miei sedili. Anche quel singolo episodio è bastato, ma tornassi indietro lo rifarei.

Ormai l'etichetta è fissa, e anche quando porto qualcuno che aveva già provato il mio modo di guidare (sia chiaro, può essere bastato anche solo un episodio particolare) a nulla serve andare tranquilli, perché ad ogni buca su un asfalto di merda è colpa mia, perché io sono un pazzo al volante. Ad ogni sorpasso c'è qualcosa da ridire, è così punto e basta. Anche se chi critica guida molto peggio di me. Non ho scusanti, e soprattutto non ho nessuna difesa, neanche da chi mi sta più vicino. Sono completamente solo, perché io sono un pazzo al volante.

Quindi rivolgo un invito a voi che criticate ogni singola cosa, senza guardare cosa combinate voi al volante, e soprattutto senza guardare cosa combino io al volante: salite sulla mia macchina e allacciatevi la cintura. Non vi servirà trattenere il fiato, perché ve lo toglierò. Voglio farvi vedere la differenza netta che c'è tra i miei due modi di guidare, e state pure certi che la vostra opinione cambierà. Più che un invito è una minaccia, ma sono pronto a metterla in pratica non appena mi si muoverà l'ennesima critica ingiusta. Perché adesso mi sono rotto i coglioni, e se non serve mettervi a vostro agio, allora metterò in gioco le mie manie, dopodiché penso che di me non ne sentirete mai più parlare.

Sia chiara una cosa. Mi piace guidare. Mi piace guidare forte. E quando capita lo faccio in condizioni che me lo consentono e, soprattutto, quando sono solo (o con amici fidati che si divertono insieme a me, senza star lì a giudicare scossoni e sballottamenti vari). Non sfreccio come un dannato su strade che non ho mai fatto, non sorpasso in curva, non invado mai la corsia opposta senza intenzione di sorpassare (l'ho fatto solo una volta in bici rischiando davvero la vita), non supero sulla destra (tranne quegli incapaci che non riescono a capire cosa voglia dire la proposizione "Percorrere la corsia più libera a destra" e si ostinano a intralciare il traffico), non passo col semaforo rosso, non faccio lo spaccone, non guido ubriaco.

Non sono un santo, certe cazzate le ho fatte anche io (come tutti del resto) pentendomene subito dopo, e promettendomi di non rifarle più (e non le rifarò mai più). Mi piace guidare forte, ma questo non vuol dire che vado sempre forte. So guidare con calma se sono troppo stanco, o semplicemente se non sento il bisogno di tutta quella velocità. In fin dei conti, non sono molto diverso dagli altri.

domenica 17 giugno 2012

Vivo!

Nell'ultimo post ho forse ricevuto il commento più bello da quando ho aperto questo blog. Mi riferisco all'imperativo di Aly, quel bellissimo "Vivi!" che risuona forte in me, un dolcissimo grazie a lei quindi.

Vivo!

E' ora di rispolverare le parole
Lasciarle libere di danzare la loro musica
In questa notte solitaria ricopriranno queste pagine ingiallite
Non invecchiano mai, loro