venerdì 28 novembre 2008

La neve ritrovata

La sveglia inizia a cantare la sua lagna nella mia stanza rimbombante. Ma è già ora di alzarsi? Porca zozza, sono andato a letto non meno di 5 ore fa! Vabbè, la lascio suonare, alzandomi a spegnerla tutte le volte; nel breve tragitto letto-scrivania e viceversa la mia faccia mima volti orribilanti e il corpo compie strani gesti per disperdere meno calore possibile. Tic tac, tic tac, i minuti passano come secondi e in un attimo è già passata mezz'ora: mi resta un quarto d'ora per prepararmi fisicamente e psicologicamente per una giornata veramente faticosa e stressante. E l'umore? Ah sì, l'umore, beh, lui è sempre in stallo, specie dopo la giornataccia di ieri. L'umore è martoriato di colpi ogni giorno, ma in questo giorno può concedersi un po' di riposo, riprendendo vita. Avevo intuito quello che sarebbe successo la notte, e non ho sbagliato: già verso sera, qualche timido fiocchetto di neve si raggomitolava a terra, in attesa di rinforzi; tra il chiarore mattutino, ecco spalancarmi davanti uno spettacolo immenso. La neve cadeva a fiotti, lasciando purezza dove si posava. Io adoro la neve, così soffice e fonte d'acqua. Quando nevica, si riesce a notare un cielo di un colore strano, e lo spettacolo vero comincia con l'avvicinarsi della notte: il sole va via, stelle bianche cadono da un cielo stranamente chiaro. Un cielo chiaro di notte, come se riflettesse le distese bianche della città; tutto questo mi dona una bella serenità, in grado di protrarsi per qualche giorno. Una mattina nuova quindi, e tutti all'improvviso si muovono tranquillità: sembrano aver perso la frenesia quotidiana, con contorni di fretta e furia; ci si accorge che il mondo va a rotoli, ma che Madre Natura è ancora in grado di farci sentire il suo affetto, di norma tradito da noi stessi. L'unica verità in questi momenti, è che non esiste normalità, la quotidianità della vita cessa di esistere. Così mi ritrovo senza professori al mattino, con i piedi inzuppati nonostante l'assenza di pioggia, stelle di neve sulle lenti e un intero week end libero, perchè il domani prevede la chiusura della scuola.

Foto: la mia zona imbiancata (cliccare per ingrandire)

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giovedì 27 novembre 2008

L'Ultimo Respiro

L'Ultimo Respiro

Fra le fredde pagine d'inverno
solo il tuo ricordo scalda i cristalli del mio cuore
Entra nelle vene e cerca un rifugio alla tua innocenza
varcando ogni soglia, sopra ogni ostacolo

Oh! Dolce cuor mio, sciogli la tua scorza a quest'amore
Tu, che hai sofferto di grave pena
Concedi la grazia all'unico pensiero vagante
nomade, in grado di donarti lucentezza e splendore, un'ultima volta

Risale lungo il fiume della tristezza nell'attimo d'euforia
inondando di follia ogni cavità oscura
Urla come uno sfregio al pulsante rosso
Prende il suo posto, ogni respiro è un'ininiezione di vita

Lei va via, con la stessa velocità di come ti ha rapito lo spirito
Rimani solo tu, ferito nel profondo e privato della tua grazia
Hai goduto nell'ultimo istante di felicità che avidamente ti ha concesso
Hai pagato questo prezzo con il tuo battito, ogni capitolo è concluso

Rimane solo un corpo sconosciuto, esile e senza respiro
A bocca aperta, con le labbra tese ad aspettare una fantasiosa carezza

lunedì 24 novembre 2008

Notti lunari

Nelle notti lunari sono frequenti le visite alla mia amica; sono lunghi viaggi, che sarebbe meglio programmare per evitare di incappare in probabili perdite di coincidenze. Per questi viaggi non serve un gran bagaglio, solo la giusta dose di fantasia e libertà. Parto sempre all'imbrunire per contemplare dall'alto delle mie stelle ogni sorta di tramonto, da quello rapido e pieno di calore, fino a quello scende lentamente e in modo dolce, lasciando in solitudine, sopra di sé, tanti rimasugli di luce. Fra un corpo celeste e l'altro il tempo da ingannare è misero ed in questi viaggi alla velocità della luce devo sempre stare attento a non perdere il sincronismo con le varie stelle: ne basta una per restare senza un trasporto, e quando succede, rimango ad ammirare la Luna dall'angolazione che capita; mi ritrovo sempre in posti diversi, dove posso ammirarla scoprendo ogni volta qualche dettaglio ovattato. Nelle stazioni stellari mi imbatto continuamente con molti pendolari: c'è chi sta viaggiando da quando è nato, chi fugge (da cosa lo sa solo lui), fino a chi non vuole rimanere solo. Il momento più bello è poco prima di arrivare da Lei: ci si inoltra nella soffice coltre di nebbia che la riveste e si scende ancora, fino ad arrivare nella sua parte nascosta, oscura. Ciò che posso trovare al suo interno non è mai usuale: in attimi di malinconia scorgo la presenza di anime all'ombra dell'orizzonte, attorno ad un falò con birre e chitarre, mentre nei momenti tristi e pensierosi mi unisco alla folla sotto al palco dei Pink Floyd, circondato da fiori di lacrime. Oltrepassato il tutto, posso finalmente trovare la voce della confidenza. Spesso ci intratteniamo in lunghi discorsi, ma a volte regna il silenzio, interrotto solo dal suo singhiozzare e dalle sue lacrime: gli ignoranti sulla Terra le chiamano "stelle cadenti". Lunghe risate e pianti magnifici fanno da contorno a quell'atmosfera magica, che verrà sospesa con la nascita di un nuovo Sole. Per tornare a casa basta poco: un battito di palpebre e mi ritrovo fra le mura amiche, pronto per vivere un nuovo giorno. E se ti senti più sola del previsto, afferra una lacrima lunare: io passerò da te, ti prenderò per mano e condurrò la tua anima sotto la sua luce.

martedì 18 novembre 2008

Da leggere!

In data 12 Novembre 2008, sul blog di Beppe Grillo è apparso un post dedito interamente alla cosiddetta legge "ammazzablogger" proposta da Franco Ricardo Levi. Io, come molti altri, sono rimasto impaurito da quello che poteva succedere a tutti i possessori di un blog, ma grazie a Matthew, ho scoperto nell'articolo di Grillo è presente qualche incertezza. Vi linko un articolo nel quale è possibile constatare i veri pericoli che potevano correre se questa legge avesse avuto un corso (LEGGERE QUI). Perchè "se avesse avuto"? Semplice, perchè la proposta è morta, ma al suo posto ne è arrivata un altra presentata da Roberto Cassinelli (PdL) che tratta argomenti simili. Ecco l'articolo di Punto-Informatico.it in cui vengono spiegate le varie modifiche che si intendono fare.

"Siti web da registrare, la nuova proposta di legge

Roma - Difficile credere che si tratti di una coincidenza: a poche ore da quando Ricardo Levi ha annunciato la cancellazione delle sue criticatissime proposte per la registrazione coatta di siti web e blog, ritiro subito applaudito dagli esperti, ecco che si affaccia una nuova proposta di legge, che conferma alcuni obblighi per i siti web ma con alcuni decisivi distinguo rispetto all'orientamento Levi.

A presentarla, questa volta, non è un esponente del Partito Democratico ma Roberto Cassinelli del Partito Popolo delle Libertà e membro della commissione Giustizia della Camera. Cassinelli sia nelle dichiarazioni con cui ha ieri presentato la sua proposta sia nella introduzione alla stessa sottolinea energicamente come si tratti di un testo che vuole correggere la normativa esistente per liberare, scrive, "blog, social network e community dai lacci e lacciuoli stabiliti dalla legge per i prodotti editoriali".

In particolare Cassinelli prende di mira la legge 62 del 2001, quella che i lettori di Punto Informatico conoscono benissimo, una legge che quell'anno ha provocato una mobilitazione in rete all'epoca senza precedenti animata proprio da questo giornale: le ragioni di Cassinelli sono quelle che già all'epoca furono proposte da una petizione firmata da più di 53mila utenti Internet. In quella norma, infatti, la definizione diprodotto editoriale è così generica da comprendere qualsiasi cosa, siti e blog compresi. Da qui parte il parlamentare della maggioranza, spiegando come quella legge di fatto estenda obblighi previsti e considerati necessari per la stampa tradizionale anche a realtà elettroniche che con questa nulla hanno a che spartire. A cominciare, è lecito aggiungere, dalla caccia ai ricchi contributi pubblici per i quali quella norma era nata in primo luogo.
Secondo Cassinelli la sua proposta, dunque, limita qualsiasi obbligo ai prodotti editoriali cartacei oppure solo a quelli che definisce giornali online, "ovvero quei siti internet simili, se non identici, alla stampa tradizionale, con una redazione giornalistica regolarmente stipendiata e con la vendita di spazi pubblicitari al proprio interno". A detta del parlamentare tutto questo "risponde ad una esigenza di liberalizzare la circolazione delle idee ed il mercato delle opinioni, senza introdurre ulteriori appesantimenti e controlli", al punto che definisce la sua proposta una legge salvablog "in piena antitesi con il ddl ammazzablog presentato dall'ex sottosegretario all'editoria del governo Prodi Ricardo Franco Levi". Cassinelli ci va giù molto pesante sull'impianto Levi: "Una misura assolutamente illiberale e inaudita che metteva il bavaglio alla libera circolazione delle idee, per cui apprezziamo che lo stesso onorevole Levi abbia deciso di fare retromarcia ritirando il capitolo della sua proposta dedicato ad Internet".

Nonostante le buone intenzioni, però, c'è già in queste ore chi ha individuato nella nuova proposta alcuni rischi per una serie di siti.

La falla più pesante, in particolare, si troverebbe nella nuova definizione di prodotto editoriale "pubblicato nella rete Internet". Perché un sito venga considerato in questo modo, infatti, deve valere una qualsiasi di sette condizioni. Tra queste non c'è solo la sussistenza di una redazione giornalistica o la riproposizione su web dei contenuti di un giornale cartaceo, ma anche quanto previsto dal "punto b" dell'articolo 2 comma 1, un assai più generico "il gestore o gli autori delle pagine ne traggano profitto". Questa definizione, associata al fatto che la proposta legge si applicherebbe a pressoché qualunque sito si focalizzi su "la pubblicazione o la diffusione di notizie di attualità, cronaca, economia, costume o politica" si può tradurre, dicono gli esperti consultati daPunto Informatico in queste ore, in nuovi obblighi per qualsiasi sito il cui gestore tragga profitto di qualsiasi genere (non solo economico) dalla propria attività.

Peraltro, che l'espressione "traggano profitto" del punto "b" possa non riferirsi per gli autori del sito solo all'aspetto economico ma a qualsiasi genere di profitto anche non economico, ad esempio in termini di visibilità o reputazione professionale, sembra indicarlo anche il successivo punto "f", in cui riferendosi agli autori o gestori dei siti si parla invece esplicitamente di "compensi periodici o salutari per la propria attività di gestione o redazione". Sulla stessa linea anche il successivo "g". Il problema dell'obbligo di registrazione e di dover sottostare alle altre pendenze della legge sulla stampa a cui sono sottoposti i giornali tradizionali, viene sottolineato ora, non sembra dunque affatto risolto. Anzi si confermerebbero gli obblighi della legge sull'editoria per pressoché qualunque sito pubblichi un banner, un annuncio AdSense o, più semplicemente, permetta a chi lo realizza di ottenerne un profitto di qualsiasi genere.

In effetti Cassinelli, che Punto Informatico sta tentando di raggiungere per ulteriori approfondimenti proprio in queste ore, nella presentazione della proposta dichiara che "in questo modo, il numero di siti tenuti ad essere registrati presso il Tribunale si restringe sensibilmente rispetto a quello attuale (ossia quello previsto dalla 62/2001, ndr.) che, se si ottemperasse alle vigenti normative, risulterebbe in pratica pari alla totalità dei siti web". In altre parole nella proposta Cassinelli c'è una fondamentale presa di coscienza del vulnus giuridico causato dalla controversa legge sull'editoria del 2001, c'è l'intenzione di liberare blog e siti web da obblighi che non hanno senso ma non sembra ancora esserci una corretta definizione di prodotto editoriale, con la conseguenza che si lascia aperta la porta ad una conferma degli obblighi di registrazione e degli altri obblighi previsti per la stampa anche per tutta una serie di altri siti.

Di rilevanza, per quanto generico, il comma 2 dell'articolo 2 di questa proposta che afferma, ed è questa la più importante novità rispetto tanto alla legge sull'editoria quanto alla proposta Levi:
"Sono in ogni caso esclusi dagli obblighi previsti dall'articolo 5 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, i prodotti editoriali pubblicati sulla rete internet che abbiano quale scopo unico: a) la pubblicazione o la diffusione di idee ed opinioni proprie e personali; b) la pubblicazione o la diffusione, da parte dell'autore o gestore, di informazioni relative alla propria natura ed alla propria attività di società, associazione, circolo, fondazione o partito politico; c) la pubblicizzazione, da parte dell'autore o gestore, della propria attività di istituzione, ente pubblico o persona che ricopra cariche in tale ambito; d) la pubblicazione o la diffusione, da parte dell'autore o gestore, di informazioni autobiografiche, personali o che comunque riguardino la propria attività personale, professionale, politica o pubblica; e) l'aggregazione, in forma automatica, di notizie ed informazioni contenute in altre pagine; f) la creazione di momenti di discussione e dibattito su temi specifici; g) l'aggregazione di utenti terzi in una comunità virtuale".
Quanto emerge, dunque, è un chiaro tentativo di distinguere come due insiemi separati le attività professionali di informazione da tutte le altre. Il problema, osservano però gli esperti in queste ore, è che questo confine nella realtà delle attività di moltissimi siti èsfumato e quasi impercettibile. Un esperto di cinema, è uno degli esempi che viene fatto, che utilizzasse il suo blog per aggiornare i suoi lettori, esprimendo opinioni e dando informazioni sul cinema, e condisse il tutto con dei banner AdSense, rischierebbe di doversi registrare pur essendo tutto meno che una testata giornalistica, e certo non interessato a recuperare finanziamenti pubblici ma solo a parlare di ciò che lo appassiona con altri utenti della rete.

Come detto, ad ogni modo, quella di Cassinelli è una proposta di legge e come tale potrà essere modificata in corsa eliminando le possibili ambiguità. Nelle prossime orePunto Informatico conta di poter approfondire la questione con il suo promotore e con altri esperti della materia."

Post modificato Venerdì 21 Novembre 2008 alle ore 17:10

venerdì 14 novembre 2008

Sere di un tempo

Mi ricordo che qualche anno fa, quando andavo ancora a catechismo, finito l'incontro, passeggiavo per qualche minuto nel parco vicino a casa mia. Io a catechismo ci sono sempre andato controvoglia, perchè l'ho reputavo un dispendio inutile di tempo per quello che facevamo, oltretutto era anche di sera. Il giorno esatto era il Mercoledì. A cena c'era la solita litigata sul perchè io dovevo andare per forza a quegli incontri che non producevano niente. Passavo quell'ora settimanale mangiando del nervoso e, dopo essermi calmato, viaggiando con la mente. Finalmente scoccava la libertà, e così mi avviavo a piedi verso casa. Tardavo sempre a rientrare. Me ne stavo da solo a passeggiare nel parco vicino a casa mia, d'inverno con i piedi congelati, e in primavera con una brezza fresca molto pungente. C'era qualcosa che riusciva a calmarmi molto, riuscivo a trovare un motivo per la mia tristezza. Era il periodo di un amore non corrisposto, e motivi per essere triste ne avevo veramente molti, ma sfruttavo quel momento di completa calma per stare solo con me stesso. Camminavo e camminavo, e intanto fantasticavo: a volte mi trovavo in compagnia di lei, raccontandole di come, proprio in quel punto, al mattino si riescono a vedere gli scoiattoli e le lepri correre fra la rugiada; altre volte pensavo a chi abitava il bosco oscuro, e mi chiedevo se era spaventato dalla mia presenza. Intanto il tempo passava. Lasciavo che i brividi di freddo penetrassero fin dentro le mie ossa, come un atto di purificazione, oppure per sentirmi ancora più a contatto con la natura. Non ne ho mai sentito la mancanza. Ora qualcosa di me si è persa, e credo di trovarla solo in mezzo a quei brividi, in mezzo a quegli scoiattoli mattinieri. Ma fuori fa troppo freddo, e la strada è troppo deserta, e c'è un bosco troppo vasto e tenebroso. E' una tristezza troppo grande, di cui conosco già la provenienza. Sarebbero brividi di dolore, e sarebbero veramente troppi aggiunti a tutto il resto.