mercoledì 1 aprile 2009

Scoperta della Luce

Rieccomi. Mancavo da un po' in questo mio piccolo spazio. Dopo due settimane di stop completo, ho ripreso a vivere, complici diverse novità. Negli ultimi giorni ho fatto nuove esperienze, per la maggior parte positive, che hanno risanato la mia parte interiore. Finalmente è entrata nella mia vita una persona che mi ha fatto riscoprire la gioia di vivere e la capacità di sorridere anche in momenti non felici. Per me è la riscoperta di un mondo nuovo, e cercherò di tenerla sempre stretta a me. Quindi ti ringrazio per ciò che mi hai dato, e che spero vorrai continuare a regalarmi nuove emozioni. Un giorno verrai a conoscenza di questo luogo, in cui tengo i miei pensieri. Leggendo queste parole, capirai che questo scritto è dedicato a te.

Scoperta della Luce

Tu sei lontana, ed il mio corpo è qui

ad un passo fra il cielo e l’inferno

Ma riposo beatamente, sapendo del tuo respiro

poggiato sulla mia pelle

 

Il giorno ha una nuova luce

Nascosta è la pioggia che ornava i caldi momenti di quella sera

Se vorrà uscire nuovamente, lasciala venire verso te

Tenderò la mano e raccoglierò le lacrime di quei cavalli alati

 

Dolce e cara amica passione, che tanto buio hai portato

Conducimi verso un nuovo mondo pieno di speranza

Ma ti seguirò solo con lo sguardo, perché le mie mani

Saranno ancora sul suo corpo inebriante

domenica 15 marzo 2009

Vedo Te

Vedo Te

Vedo Te, immersa nelle lenti dell’iride

volteggiare rosata fra l’abito ingessato e costruzioni mitiche

Tocca ad un gracile corpo, il peso di una giovane donna

Giocando con il fuoco, e i tuoi petali s’infiammano

 

Mi nutro dei tuoi rimproveri vellutati

Cercando una coperta, una speranza

Cercando un sogno solenne in grado di mimetizzarsi con la realtà

Aggrappandomi all’albero maestro di una nave in burrasca

 

E per te ho solo dolci parole d’Amore

che mai arriveranno in cima alle tue labbra

lasciandomi con l’amaro delle solite primavere

con una sola richiesta: “Posso averti?”

mercoledì 11 marzo 2009

Realtà sognante

Il profumo nell'aria è forte, solo l'ultimo saluto; non chiedo di seguirmi, non voglio compassione e comprensione, voglio stare solo. Questo me lo dovete. Mi accingo all'ultimo viaggio; non si tratta di viaggi spaziali, o semplicemente sogni. Parto per sempre, lontano da tutto e da tutti; se il vento porterà ancora le parole in questo spazio, dovete avere il fegato per leggere. Astenersi accusatori: sono stanco di ricevere accuse, ed ora sono io che accuso voi, branco di ignobili fantasmi. Racconto la realtà con cataste di parole, ma non vengono recepite. A chi chiedo ascolto, ricevo frastuono; a chi chiedo affetto, ricevo ferite da taglio; a chi chiedo amore, ricevo un colpo al cuore. Ora basta. Chi è stanco di leggere, prenda la gomma e vada a cancellare la vita altrui, e chi è stanco di ascoltare i miei lamenti, corra via senza fiatare. Le mie parole fenderanno l'aria e condanneranno a vita. La vita la imparo da me, nello sbaglio più totale, con i miei limiti e i miei deliri; le critiche non sono accette, gli elogi non sono accetti. Dormite nel mondo dei beati, mentre io lavoro full time alla vita; continuate a fottervi a vicenda, mentre io scavalco il sottile confine tra vita e morte.

venerdì 6 marzo 2009

Validation

Per chi non l'avesse ancora fatto, consiglio vivamente di vedere questo cortometraggio. Buona visione!


sabato 28 febbraio 2009

Il giovane Holden - J. D. Salinger

E' un po' che manco dai blog. Queste ultime settimane, come si può notare dai recenti interventi, sono state parecchio dure. Il malumore era all'ordine del giorno, la voglia era pressochè nulla e anche la testa non andava. Ma qualcosa è cambiato, ora sto meglio, grazie alle parole di una dolce amica che ha tolto parte di quella nebbia che stazionava davanti alla mia persona, e di questo la ringrazio infinitamente. La vena creativa forse si è smarrita, ma non mi da grande dispiacere: il fatto di riuscire a sorridere ancora mi fa stare tranquillo; manca ancora qualcosa di profondo, ma per ora so che non posso trovarlo nel giro di una folle notte. Ancora non vedo la luce, ma non sono nel buio più totale.

Dopo questa piccola parentesi voglio parlare del mio libro preferito, Il giovane Holden di J. D. Salinger. Per l'ennesima volta mi sono ritrovato con il bisogno innaturale di leggere questo capolavoro. L'ho letto tre volte, la prima qualche anno fa, mentre le ultime due nel giro di pochi mesi. Il libro, uscito nel 1951, è un romanzo di formazione, che ha avuto un grande successo in tutto il mondo. La vicenda è narrata in prima persona (enorme punto di forza a parer mio) e con un linguaggio giovanile e molto diretto; sono stati pubblicate edizioni con diversi titoli, a seconda di dove veniva pubblicato, e per questa cosa vi rimando alla pagina di Wikipedia de Il giovane Holden, che nel paragrafo "Titolo originale" approfondisce molto bene la questione. Il romanzo espone le vicende di un giovane adolescente, Holden Caulfield, nel suo ritorno a casa, anticipato dall'espulsione dalla scuola di Pencey. Il libro è molto scorrevole e, se letto con una certa particolarità, è molto emozionante. Holden è un adolescente sensibile con una profondità interiore molto vasta, si sente un estraneo agli occhi della società, e la sua vita si alterna tra momenti di depressione e malinconia. Questo libro mi colpisce sempre enormemente, perchè mi sembra di vivere le stesse identiche situazioni del protagonista; nei suoi pensieri e nei suoi gesti trovo, anche se in modo sfumato, delle correlazioni con il mio modo di vivere. Mi è stato detto che Holden appare fin troppo maturo per la sua età, ma se si considera che le vicende vengono raccontate da un ragazzo di 17 anni, queste conclusioni naufragano facilmente. Come ho già scritto prima, tutto il libro è magnifico, ma ci sono due situazioni in particolare che lo elevano al di sopra di ogni altro romanzo. Queste due situazioni sono vissute, oltre che dal protagonista, anche dalla sua sorellina Phoebe, che egli vede di nascosto per evitare la sgridata per l'espulsione da Pencey. Holden trova Phoebe una delle poche persone importanti della sua vita, che ha una saggezza particolare che porta sempre un grande aiuto alla sua vita. La prima situazione è ambientata nella camera dove dorme Phoebe, in cui loro parlano e ballano, mentre la seconda è verso la fine del libro, in cui Holden porta Phoebe allo zoo, e successivamente vede la sua sorellina mentre si diverte su una vecchia giostra. Sono momenti raccontanti con una naturalezza ed una dolcezza incredibile. E quando anche l'ultima pagina è stata girata, ho sempre un pensiero che mi fa riflettere tantissimo, trasmettendomi un senso di tristezza infinito: "La vita di Holden finisce qui, ma io continuo ad andare avanti; Holden avrà sempre i suoi 17 anni e la sua adolescenza schifa, mentre io certi momenti non li rivivrò mai più; che fine ha fatto Holden? E che fine farò io?".

Citazioni dal libro

Capitolo II - "La vita è una partita, figliolo. La vita è una partita che si gioca secondo le regole". - "Sì, professore. Lo so. Questo lo so". Partita un accidente. Una partita. E' una partita se stai dalla parte dove ci sono i grossi calibri, tante grazie, e chi lo nega. Ma se stai dall'altra parte, dove di grossi calibri non ce n'è nemmeno mezzo, allora che accidente di partita è? Niente. Non si gioca.

Capitolo III - Quelli che mi lasciano proprio senza fiato sono i libri che quando li hai finiti di leggere e tutto quel che segue vorresti che l'autore fosse tuo amico per la pelle e poterlo chiamare al telefono tutte le volte che ti gira.

Capitolo XIII - Tutt'a un tratto devi camminare, poco importa fin dove o fine a che altezza.

Capitolo XVI - Nessuno era mai diverso. L'unico a essere diverso eri tu.

Capitolo XVIII - Il guaio, con le ragazze, è che se gli piace un ragazzo può essere il più gran bastardo dell'universo, ma loro dicono che ha il complesso d'inferiorità, e se non gli piace, può essere simpaticissimo, e avere il più grande complesso d'inferiorità del mondo, ma loro dicono che è presuntuoso. Perfino le ragazze più in gamba fanno così.

Capitolo XVIII - Ad ogni modo, sono quasi contento che abbiano inventato la bomba atomica. Se c'è un'altra guerra, vado a sedermici sopra, accidenti. E ci vado volontario, lo giuro su Dio.