Che sia passato? Speriamo...
Sono solo io

- Ale
- Un ragazzo che porta il fardello di un granello di sabbia in quell'immenso deserto che è la Terra. Alla costante ricerca di una goccia di salvezza e Amore.
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sabato 8 ottobre 2011
martedì 4 ottobre 2011
Sensazioni
Non mi sentivo così dalla quarta/quinta liceo, credo. Triste, malinconico, svogliato (esteticamente una parola stupenda), silenzioso, passato. Avete presente quando ascoltate dei pezzi
che vi portano subito una strana sensazione di fastidio e tristezza? Per me quei pezzi sono Nocturne with no Moon di Ennio Morricone, e gli ultimi 5 minuti di Storm dei
Godspeed You! Black Emperor (di questi ne avevo già parlato proprio qui sul blog). Pezzi lenti, suonati con il piano, intervallati da una voce fuori campo o da una fisarmonica così dolce;
è nella loro lentezza che nasce un'angoscia, nascosta in quello spartito si annida un po' di malinconia. E' qualche giorno che ascolto parecchio queste note, perché sembrano fatte apposta
per me, per il momento che sto vivendo. L'effetto del post della settimana scorsa non è ancora svanito, anzi, direi che è quasi all'apice, almeno spero. Ma come sempre dipende tutto da me.
Potrei far durare questo momento per tanto tempo, oppure potrei girare la testa da un'altra parte e fregarmene.
Perché sto così? Perché non mi piace la piega presa dalla mia vita. Perché sento di aver superato il punto di non ritorno, e quindi mi sento legato a vivere così. Perché ho perso la fiducia in me stesso, e trovo quasi impossibile ritrovarla da qualche parte nei meandri del mio corpo. Magari nessuno capirà le mie parole. Magari sarà il solito periodo buio, che poi passa e così si può riprendere con la solita routine. Già, magari fosse così.
Oltretutto, la cosa che più mi fa male, è che questo mio stato d'animo si riflette, sicuramente in maniera più distorta e confusa, sulla mia compagna, che certamente non merita tutto questo. A lei, e solo a lei, chiedo scusa. Gli altri, incluso me, possono tutti andarsene al diavolo.
Perché sto così? Perché non mi piace la piega presa dalla mia vita. Perché sento di aver superato il punto di non ritorno, e quindi mi sento legato a vivere così. Perché ho perso la fiducia in me stesso, e trovo quasi impossibile ritrovarla da qualche parte nei meandri del mio corpo. Magari nessuno capirà le mie parole. Magari sarà il solito periodo buio, che poi passa e così si può riprendere con la solita routine. Già, magari fosse così.
Oltretutto, la cosa che più mi fa male, è che questo mio stato d'animo si riflette, sicuramente in maniera più distorta e confusa, sulla mia compagna, che certamente non merita tutto questo. A lei, e solo a lei, chiedo scusa. Gli altri, incluso me, possono tutti andarsene al diavolo.
giovedì 29 settembre 2011
Futuro
Che brutta parola. Quando ero più piccolo ero spensierato, come tutti del resto, e il tempo per pensarci era assai poco. Ora sono decisamente più grande, e non faccio che pensarci. Vorrei averlo davanti a me per chiedergli alcune cose, ma il problema è che neanche lo vedo: per me è oscuro.
Due anni fa ho riposto quasi tutta la mia speranza nell'università. Sapevo che non era il massimo, ma era l'unica adatta alle mie (non) capacità. E oggi, a 21 anni, mi sto accorgendo che tutte quelle famose e importanti speranze stanno scemando poco a poco. Potrei consolarmi con il lavoro, ma se considero i soli tre giorni lavorativi, ecco che sarebbe meglio pensarlo come un'occupazione temporanea.
Ora si capisce perché nella parola "futuro" non trovo la mia firma. E non sono neanche così sicuro che la colpa sia del tutto mia, proprio perché mi manca la certezza. Dovrei quindi rimboccarmi le maniche? Pensare positivo? Che tutto si sistemerà? Spiacente, ma il numero da lei chiamato è inesistente; mancano gli stimoli e, senza di quelli, c'è poco da fare. Nessun indizio mi porta a pensare ad un miglioramento, e piango.
Due anni fa ho riposto quasi tutta la mia speranza nell'università. Sapevo che non era il massimo, ma era l'unica adatta alle mie (non) capacità. E oggi, a 21 anni, mi sto accorgendo che tutte quelle famose e importanti speranze stanno scemando poco a poco. Potrei consolarmi con il lavoro, ma se considero i soli tre giorni lavorativi, ecco che sarebbe meglio pensarlo come un'occupazione temporanea.
Ora si capisce perché nella parola "futuro" non trovo la mia firma. E non sono neanche così sicuro che la colpa sia del tutto mia, proprio perché mi manca la certezza. Dovrei quindi rimboccarmi le maniche? Pensare positivo? Che tutto si sistemerà? Spiacente, ma il numero da lei chiamato è inesistente; mancano gli stimoli e, senza di quelli, c'è poco da fare. Nessun indizio mi porta a pensare ad un miglioramento, e piango.
lunedì 5 settembre 2011
Quanto tempo...
...è passato dall'ultimo post. Comunque sia, le vacanze sono finite da un pezzo, e devo dire sono filate via abbastanza lisce. Qualche momentino giù è capitato, ma si superano queste cose. Altra nota positiva di queste vacanze è il tempo che sono riuscito a passare insieme ai miei amici. Tra impegni e fughe siamo riusciti ad organizzare e vivere una serata "vecchi tempi", con tanto di bevuta di gruppo e offuscamento dei cinque sensi.
E siamo già a settembre, e poi che giornata. Ieri mattina ero al lavoro sembrava di essere in una fredda giornata invernale: pioggia, nebbia e visibilità zero. L'autunno sta per arrivare, e per un fotografo è una buona cosa. Per altri forse un po' meno, si ricomincia la scuola, ci sono gli esami, c'è una routine da portare avanti. Se già ci si ritrova una marea di cose da fare, certo è che la pioggia non può proprio aiutare. E' come se mancasse qualcosa, o meglio qualcuno. E la verità la sanno tutti, non si può nascondere perché salterà sempre fuori, perché il fatto è che una delle tante certezze di questo tempo è che una persona manca all'appello. Della serie "quanto mi scoccia sapere sempre tutto". Ma questa verità non si può evitare, né distruggere, possiamo solo guardarla negli occhi e scavalcarla di slancio. Noi siamo più forti per sopportare le verità più crude, non lasciamoci intimidire, usiamo il fuoco che abbiamo dentro per ottenere la trasparenza delle cose. Fino a un'ora fa ero perso in un vortice pericoloso, ora ne sto uscendo indenne (tocchiamo ferro) grazie all'incredibile forza dell'ardore dentro di me, lo stesso che provo per la mia compagna. Con lei tutto è un po' più sereno e facile da affrontare. E' il tesoro più grande.
Chiudo questo post con un video di una canzone scoperta in Corsica. Nel video c'è il testo della canzone in francese, con la relativa traduzione in italiano. Quello che vi chiedo è spendere tre minuti della vostra vita per ascoltare (e capire) questo pezzo straordinario. Se poi li volete indietro (i tre minuti) non esitate a contattarmi.
E siamo già a settembre, e poi che giornata. Ieri mattina ero al lavoro sembrava di essere in una fredda giornata invernale: pioggia, nebbia e visibilità zero. L'autunno sta per arrivare, e per un fotografo è una buona cosa. Per altri forse un po' meno, si ricomincia la scuola, ci sono gli esami, c'è una routine da portare avanti. Se già ci si ritrova una marea di cose da fare, certo è che la pioggia non può proprio aiutare. E' come se mancasse qualcosa, o meglio qualcuno. E la verità la sanno tutti, non si può nascondere perché salterà sempre fuori, perché il fatto è che una delle tante certezze di questo tempo è che una persona manca all'appello. Della serie "quanto mi scoccia sapere sempre tutto". Ma questa verità non si può evitare, né distruggere, possiamo solo guardarla negli occhi e scavalcarla di slancio. Noi siamo più forti per sopportare le verità più crude, non lasciamoci intimidire, usiamo il fuoco che abbiamo dentro per ottenere la trasparenza delle cose. Fino a un'ora fa ero perso in un vortice pericoloso, ora ne sto uscendo indenne (tocchiamo ferro) grazie all'incredibile forza dell'ardore dentro di me, lo stesso che provo per la mia compagna. Con lei tutto è un po' più sereno e facile da affrontare. E' il tesoro più grande.
Chiudo questo post con un video di una canzone scoperta in Corsica. Nel video c'è il testo della canzone in francese, con la relativa traduzione in italiano. Quello che vi chiedo è spendere tre minuti della vostra vita per ascoltare (e capire) questo pezzo straordinario. Se poi li volete indietro (i tre minuti) non esitate a contattarmi.
giovedì 28 luglio 2011
Twitter Style
Tutti partono per le vacanze, anche noi. Eh sì, la vita continua. La nostra sarà una strana vacanza, questo lo so già, e qualche brutto momento me lo aspetto (se poi non ci sarà tanto meglio). Dodici giorni di svago, lontani da quelle mura troppo familiari, ne abbiamo bisogno tutti e due, più lei di me. Fra poco si parte, e quindi questo vuole essere solo un avviso. Purtroppo negli ultimi tempi i post sono sempre più diventati in stile Twitter, la cosa non mi piace ma non posso farci niente, spero sia una fase passeggera. Comunque sia, buone vacanze a tutti voi che passate di qui, divertitevi, e fate scorta di serenità per i prossimi mesi.
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