domenica 22 aprile 2012

Voglia di...

Tornata lei anche questo angolo si riempie di ragnatele. A volte qualcosa di cui parlare ce l'ho, ma manca la voglia. Stasera il vento soffia forte, come se dovesse portare via qualcosa, come la tristezza di una notte passata in solitudine, come l'indifferenza generale. Ma non voglio vederla così, come un aiuto a superare qualcosa. Ce la faccio da solo, senza la spinta del vento, ho un lavoro fantastico che mi da l'energia giusta, uno dei lavori più umili, ma estremamente importante per il mio spirito. Io i campanelli d'allarme li suono quando posso, ammetto che non sempre suonano in modo giusto, ma ci sono e funzionano benissimo.

Mi manca. Mi manca sentire l'amore fisico. E vorrei che si lasciasse da parte il mio essere uomo, con le mie voglie da uomo, perché non sto parlando solo di piacere fisico. Mi manca l'amore spirituale che si unisce a quello fisico, mi manca quella voglia comune che stravolge gli equilibri. Io trovo importante per la mia anima anche quel momento, e quando non c'è (per colpa mia a volte, per colpa d'altri altre volte) mi prende lo sconforto. Uno sconforto dettato dalla mancanza di un corpo da amare. Sono così. Punto. Non cambio per nulla al mondo, perché non ci riuscirei. Driiin.

venerdì 30 marzo 2012

Basta una serata così

Questa sarà la nostra serata. E la sento tutta. Sarà una cena fantastica, una notte gioiosa e giocosa che passerò fra le tue braccia. Anche se ufficialmente era ieri, stasera festeggeremo il nostro terzo anno passato insieme da amanti. E' così bello averti trovato, la ragazza che ho sempre desiderato, quella che ho aspettato da sempre. Tutte le occasioni che non ho afferrato mi hanno portato a te, averlo saputo subito dico io. :) Il passato è passato, quello che conta è la strada del presente, a volte sconnessa, a volte morbida, e io mai come stasera sono orgoglioso di averti accanto nel mio viaggio attraverso questo enorme deserto. La mia ricerca è terminata, quella goccia l'ho trovata, e ad assaporarla ci impiegherò una vita intera, perché mai mi sentirò sazio di te. Ti amo Marta. :)

domenica 25 marzo 2012

Correre

Vado avanti per la mia strada. Sono una roccia. Una roccia di diamante. Nella vita di botte ne ho prese e ne ho date, tutto il resto non conta. Non sono ancora stato buttato giù, sono ancora qui più vivo e forte che mai. Resto sempre vigile e attento. Le parole le conosco, e se voglio posso vendicarmi a modo mio, posso ferire e uccidere con il solo fiato, e se quello non basta sono pronto a battermi. Sfido chiunque a tirarmi giù. Il gelo rafforza le ossa e aumenta la resistenza alle intemperie. E' così che si deve andare avanti. Resistente al punto da non rompersi. Qualche crepa ci sarà, ma quella va via con un pit-stop e un po' di stucco. E poi di nuovo in carreggiata in questa folle corsa contro la morte, in attesa del conto da pagare. Non cedo tanto facilmente, il mezzo ce l'ho e so tirarlo bene. La mia non è un fuga, io non scappo. Solamente una corsa di velocità. Davanti a me non c'è nessuno, e io dietro non ci guardo. Non bisogna mai guardarsi indietro, altrimenti si alza il piede e si perde aderenza, e Lei non aspetta altro.

domenica 11 marzo 2012

Letters from Alba to Toronto - #4

Finalmente siamo arrivati all'ultima di queste lettere. Questi sedici giorni senza di te sono stati tutt'altro che facili, e tu lo sai. Ci sono stati alti e bassi (più bassi che alti), ma tu sei sempre stata lì. A volte ti sentivo un po' più lontana, ma forse era solo colpa mia. L'ultima settimana è stata parecchio dura, iniziata in modo terribile, ma che spero si concluda al meglio. Non mi è bastato neanche un viaggio veloce fino al mare, quella mezz'oretta passata al molo piccolo di Finale Ligure a farmi passare quel vago senso di dolore che provavo. Niente e nessuno può colmare il vuoto presente quando tu non ci sei. Sei semplicemente unica, la mia ragazza e la mia compagna di vita. Mi è stato fatto notare il mio egoismo, e devo fare ammenda su questo. Sono terribilmente egoista, perché voglio solo il tuo bene e, soprattutto, ti voglio solo per me. Voglio essere io l'artefice della tua felicità, sempre e solo io; a volte però la situazione mi sfugge di mano, e così tutto s'inverte. Era già successo, si è ripetuto, e accadrà di nuovo. Io confido solo nella tua pazienza e nell'amore che provi nei miei confronti, io cercherò di migliorare.

Anche quest'ultimo buio è quasi superato, fra poche ore me lo sarò lasciato definitivamente alle spalle. Sarai di nuovo mia. Come in un sogno, rivedo la tua schiena nuda alla luce di una Luna piena e bellissima. E questa volta non provi vergogna, ti volti lentamente e mi sorridi in un modo così dolce che mi perdo dentro di te. Hai i capelli lunghissimi che profumano di una fragranza sconosciuta al mondo intero. E nonostante il buio riesco a scorgere i tuoi occhi che mi fissano, che mi inondano d'amore e mi attirano verso il tuo corpo che aspetta solo le mie mani e le mie labbra, mentre inizio ad accarezzarlo con soffici parole d'amore. Questa notte voglio darti un piacere così intenso come non hai mai provato prima, voglio farti capire in un solo gesto quanto è forte il mio cuore quando ci sei tu. Voglio fare l'amore con te fino allo stremo delle forze, e abbandonarmi sul tuo seno; addormentarmi come un bambino, senza neanche la forza di aprire gli occhi. E sognare, lo stesso sogno appena vissuto.

Ti amo :)

Tuo Ale

domenica 4 marzo 2012

Vuoto

Certe volte vorrei che il mondo fosse come me. Vorrei che sapesse i sentimenti e le sensazioni che provo, così da adottare il comportamento giusto in base al mio stato d'animo. Ma la vita non va così. Il lavoro sporco lo devo sempre e comunque fare io, perché non si può comandare a bacchetta qualcuno per farti stare meglio. Stanotte è così, voglio chiudermi nel mio guscio. Voglio stare in solitudine senza essere disturbato da nessuno, voglio rendere inavvicinabile chiunque. E forse e anche per questo che stanotte ti sento più lontana, non ti sento accanto a me. Una distanza spirituale, oltre all'ovvia distanza fisica di questi giorni. Desolazione. Come trovarsi in un deserto di notte. Freddo. Oscurità. Rassegnazione, perché stanotte è così e non posso farci niente. Perché la notte è buia, e nelle tenebre è più difficile trovare la via. Io non voglio camminare, stanotte il lampione è spento e quindi voglio fermarmi senza pensare. Sentire il freddo penetrarmi le ossa, la pelle lacerata dal dolore. Immobile. Lacrime che non scendono, perché gelate sul mio viso come cicatrici indelebili che non andranno mai via. Senza quel sollievo che si prova dopo un pianto. Solo io e la notte. E il mio guscio. Stanotte sono stanco, apro la botola ed entro nel mio rifugio. Poi tiro la lampo e tutto tace. Vuoto.