giovedì 1 ottobre 2009

Déjà vu, e ritorno a casa

Il grande automezzo blu percorre un mondo tutto nuovo. Attraversa uno dei soliti paesini sperduti, ma la normalità proprio non è concessa; la nebbia domina in questi frangenti e neanche il sole riesce a chiedere la precedenza per arrivare al suo spazio. Si viaggia veloce, ma le punte degli alberi sono tutte uguali, come sono identici i tetti delle case che spuntano dal grande cumulo bianco. I girasoli sono inchinati a terra, in preda a crisi depressive, non vedendo altro che il giallo dei loro petali. È un via vai di macchinette, la maggior parte non si rende conto del paesaggio intorno a loro. Frenesia. Attraverso il vetro osservo solo sagome che si susseguono rapidamente, ma lo splendore sta al di là di tutto, invisibile agli occhi di tutti, ma non ai miei. Il raziocinio incontra la pazzia. Gli uomini in smoking e le donne decorate con tailleurs rossi ballano sulla hit del momento. I poeti camerieri servono versi d'amore su petali di rosa, e nelle aiuole i bambini giocano felici alla pace. Déjà vu. Sono attimi che ho già visto nelle gocce di una giornata di pioggia e oltre la punta di una grande montagna. Li lascio al loro mondo, io ho già il mio. Alle mie spalle ci sono delle labbra da baciare che mi aspettano a casa.

P.S.: ringrazio vivamente Michele per aver premiato questo blog.

10 commenti:

Andrew ha detto...

a volte ritorni ale!

@enio ha detto...

le labbra da baciare le hai appena lasciate o stai correndo a casa per riincontrarle? Bella l'immagine che riesci a darmi... però sento un pò di freddo...

fra ha detto...

ah! che bello andare in macchina con te, impareggiabile!! non importa che tempo ci sia fuori, la tempesta o il sole.. con te in macchina si va da dio, niente da fare! :D

Buba ha detto...

domattina guarderò fuori dal finestrino del mio autobus sperando di vedere le stesse cose ;-))

Paolo ha detto...

Un Post molto criptico...
P.s. Martedi sera, alla trasmissione alla quale partecipo, parleremo di "economia solidale". Se vuoi lasciare un contributo... Grazie! Paolo

Michele ha detto...

Di niente, il tuo blog e' pieno di slanci lirici molto sentiti ed efficaci (come in questo post) per cui sarebbe stato un errore non premiarlo!
Un caro saluto,
Michele

Ale ha detto...

@ @enio: il freddo lo senti perchè era una mattinata di freddo, con tanta nebbia. il tuo dubbio è giustissimo, perchè era quella la mia intenzione. io mi sto allontanando dalle labbra da baciare, ma l'atto di "lasciare il loro mondo, perchè io ho già il mio" corrisponde al mio ritorno a casa. mi è piaciuta la tua riflessione.
@ fra: noi due lo sappiamo bene eh? :)

Fly ha detto...

che bello il tuo raccontare... sai trascinare nei tuoi mondi...
ed il ritorno a casa è stato dolce...
Sorrisi..
Fly

Aly ha detto...

..sospiro..il tuo post mi provoca un dolce sospiro.. scusa se nn riesco a commenatare, ho veramente solo un dolce sorriso impresso sul volto, e un sospiro..
un abbraccio Ale

LAURA ha detto...

Mi piace l'immagine dei poeti camerieri, molto bella! Ciao Ale, a presto!