domenica 24 agosto 2008

Che ricordi

L'altro ieri è venuto a farmi visita un grande amico che non vedevo da tanto tempo. Spunta quando meno te l'aspetti ma è sempre un piacere rivederlo; dopo neanche un'ora me lo sono ritrovato a fianco a condividere la cena e a sparare cazzate su ogni cosa, come ai bei tempi. Dopo la fase "abbiocco", sono arrivate le riflessioni insieme, e pensare ai bei momenti passati insieme, umanamente parlando; tutto questo con Il grande Lucio Battisti come contorno di quei pensieri ad alta voce.

Ci abbiamo messo tre anni a conoscerci bene, ed è proprio al terzo anno che le nostre strade scolastiche si sono dovute dividere, ma quanti bei ricordi. Si andava a scuola con un pizzico di serenità in più, perché c'era una persona che riusciva sempre a farti ridere, anche nei momenti peggiori. Perché quando ci promettevamo di fare i seri, che dovevamo a cambiare, dopo neanche un'ora era tutto come prima, o peggio (dipende dai punti di vista). Si rideva per ogni cazzata, anche se poteva sembrare stupido e infantile, ma era come farsi una scorta di sorrisi che sarebbe durata massimo fino al giorno dopo. Perché durante il giorno non si riusciva a ridere, e aspettavi solo il mattino dopo. Per altre sei ore insieme.

In poche parole: un grande amico. Certo, ha commesso delle volte anche degli errori, non proprio da amico, ma lo ritrovo sempre lì alla porta a parlare e a scherzare come uno desideroso di vivere. Quindi un grosso grazie a lui, per avermi fatto passare dei momenti anche particolarmente difficili con un semplice sorriso. Grazie Uriel!

Altro giorno, altra corsa.
Sabato sera: causa mancato trasporto per il ritorno dalla leva di Treiso, la serata va a farsi benedire.
Nuovo programma: ore 23:00 gelato con la mamma, giretto in macchina e poi di nuovo a casa a cercare di scarabocchiare qualcosa. Il tutto senza neanche una doccia e con un abbigliamento non proprio da sabato sera: T-shirt nera sportiva, pantaloncini corti e scarpe da ginnastiche rotte un po' dappertutto.
Bene, alle 23:00 il gelato era finito, restava il giretto: dove si va?
Proposta: Treiso a trovare gli amici per qualche minuto, e poi ritornare a casa. Perfetto.
Ne potevo approfittare per salutare per bene Maren che da lì a poco si apprestava a ripartire per Amburgo.

Arriviamo là e scendo a dare un'occhiata. Ambiente pieno di truzzi di ogni genere, ma finalmente incontro la compagnia. C'è anche Fra: quanto tempo!
Una chiaccherata su come si sono passate le vacanze, e poi la decisione di una birra in Alba. Nel frattempo le ragazze erano tutte sparite: erano sotto il palco a fare finta di ballare; dopo averle raggiunte mi sono sgolato per cercare di salutarle, ma è servito a poco. Quindi anche il saluto che volevo particolarmente dare a Maren è svanito grazie a quell'atmosfera del cazzo (notare il nervosismo). Stranamente, la cosa che mi ha dato piacere è stata proprio stare in mezzo a quella gente, come un estraneo totalmente indifferente; un modo per dire che degli altri non me ne frega niente, io e i miei fantastici pantaloncini.
Dopo essere rimasto provvisoriamente sordo, si riparte con destinazione Alba per quella famosa birra, che dopo la sgolata mi sembra la cosa migliore che mi potesse capitare, ed era così.

Nel tragitto, io e la mamma abbiamo riflettuto su questi giovani, tutti sballati e ipnotizzati dal deejay di turno. Una generazione che fa paura, e pure tanta.

Si arriva ad Alba, birretta al Mac e poi a casa mia. Uno sguardo alla tv e poi ci ritroviamo a giocare a Scopa fino alle 4 di mattina. Un saluto e la porta si chiude.

E ora buio. Altro giorno, altra corsa. E credo che arriverà presto il giorno in cui il prezzo del biglietto sarà parecchio alto, bisogna vedere se sarò in grado di pagarlo.

3 commenti:

My ha detto...

ma io non ho capito, sei andato alla leva con tua mamma?

Ale ha detto...

ahahahaha...veramente lei è rimasta in macchina e io sono sceso a salutare gli altri :D

Andrew ha detto...

eheheheh