domenica 4 marzo 2012

Vuoto

Certe volte vorrei che il mondo fosse come me. Vorrei che sapesse i sentimenti e le sensazioni che provo, così da adottare il comportamento giusto in base al mio stato d'animo. Ma la vita non va così. Il lavoro sporco lo devo sempre e comunque fare io, perché non si può comandare a bacchetta qualcuno per farti stare meglio. Stanotte è così, voglio chiudermi nel mio guscio. Voglio stare in solitudine senza essere disturbato da nessuno, voglio rendere inavvicinabile chiunque. E forse e anche per questo che stanotte ti sento più lontana, non ti sento accanto a me. Una distanza spirituale, oltre all'ovvia distanza fisica di questi giorni. Desolazione. Come trovarsi in un deserto di notte. Freddo. Oscurità. Rassegnazione, perché stanotte è così e non posso farci niente. Perché la notte è buia, e nelle tenebre è più difficile trovare la via. Io non voglio camminare, stanotte il lampione è spento e quindi voglio fermarmi senza pensare. Sentire il freddo penetrarmi le ossa, la pelle lacerata dal dolore. Immobile. Lacrime che non scendono, perché gelate sul mio viso come cicatrici indelebili che non andranno mai via. Senza quel sollievo che si prova dopo un pianto. Solo io e la notte. E il mio guscio. Stanotte sono stanco, apro la botola ed entro nel mio rifugio. Poi tiro la lampo e tutto tace. Vuoto.

2 commenti:

fra ha detto...

wei al! ho una proposta allettante per te!! ^^ un abbraccio

Darjo ha detto...

un saluto :)