martedì 3 agosto 2010

Piangere da soli fa male, meglio in compagnia

25 minuti e credo di aver stabilito un record personale. Solo un'altra volta ho pianto così tanto, ed erano gli anni peggiori. Effettivamente non sta andando proprio bene ultimamente; alcune cause si sanno, altre no. In merito al titolo, credo che sia così. Piangere da solo ti porta a svuotare tutta la merda che hai dentro e buttarla intorno a te, quindi respiri un'atmosfera davvero pesante; cadi giù giù in fondo, fai pensieri folli, e ti trovi solo. Sei solo te che cadi, attorno c'è solo lo schifo che hai mandato fuori. E quando hai finito tutto? Il vuoto, una malinconia esasperante e nessuna persona che è in grado di colmarlo. Ricominci da solo, e quando lo fai dai segno di una grande maturità e forza interiore. Oppure aspetti lì in fondo, nel buio, aspetti di vedere una luce, morta o viva che sia, attendi quella luce. Non dovrebbero esserci controindicazioni se l'attesa non è molta, ma i problemi sorgono quando si aspetta per settimane, mesi, anni: la luce viva marcisce e muore, il resto si può immaginare.

Un'altra cosa è piangere in compagnia, abbracciati alla fidanzata, ad un amico, ad un'amica. Quando piangi sulla spalla di qualcuno non cadi giù, anzi, ti innalzi verso l'alto, esattamente l'opposto di quando si è soli. Questo perché non c'è attesa, e ricominci subito a vivere, meglio di prima (perché svuotato da un gran peso). Tutto quello che butti fuori viene assorbito da quella spalla amica, che lo ricicla in affetto, comprensione e amore, proprio quello di cui hai bisogno di in quel momento. E alla fine delle lacrime, tempo ancora mezz'oretta, e ti sentirai come un leone. Vivo, raggiante, soddisfatto, pronto per sfidare nuovamente il mondo.

Purtroppo questi 25 minuti di pianto, me li sono fatti da solo, chiuso dentro casa e al buio. Nessun contatto con l'esterno, e quel vuoto di cui ho parlato prima lo sto sentendo eccome, e brucia ancora. Ma io non ricomincio. Io aspetto ancora due giorni il suo ritorno, e solo allora potrò vedere la luce viva oscurata da una mano tesa verso me.

9 commenti:

Maraptica ha detto...

Non credo sia una regola generale. Io, personalmente, preferisco di gran lunga piangere (fino a farmi venire il mal di testa) da sola. Il dolore, per me, di qualsiasi natura, va vissuto solo con se stessi. Ma ti ripeto... è soggettivo! Dai che tra due giorni torna Marta! :)

Ale ha detto...

Non è assolutamente una regola generale :D E' soggettivo, è vero. ;)

fra ha detto...

Per qualsiasi cosa al, puoi contare su di me! purtroppo però non ci sarò per i prossimi 4 giorni.. Vedi di non stare troppo giù mi raccomando!!

Ti sono vicino, un abbraccio!! :D

Kei-chan ha detto...

Piangere solo aiuta a conoscersi.
In alcuni casi a coccolarsi.
Se il motivo è personale, piangere solo, è l'unico modo.
Se il motivo è diverso, coinvolge anche gli altri, è giusto potersi appoggiare a vicenda. Essere gli uni i bastoni degli altri. E viceversa.
Ma se il dolore è mio, solo mio, ne sono geloso.
Non posso appoggiarmi agli altri, non sarebbe giusto.
Puoi chiedere un aiuto, questo è vero, sapere che c'è qualcuno che ti aspetta, che ti guarda da lontano e che crede in te è importante... ma alla resa dei conti devi lottare solo contro i tuoi demoni, è decidere la vittoria con le tue mani contro le loro lame...

miriamurlaefarumore ha detto...

Mio piccolo e adorabile Ale,
tante volte penso che piangere da soli non sia così male. Non hai il cosiddetto "culo sociale" (come dice il mio american coach) che ti influenza, ci sei solo tu e il tuo dolore. Da buttare tutto fuori.

Però sai che io sono qui. Non sarò mai come colei che ami, ma ci sono e ci sarò sempre.
Stasera 21,30 da me: ad aspettarti ci saranno tuo fratello e tua sorella, solo per te :)

Vanessa ha detto...

far vedere il proprio dolore agli altri non diminuisce.. o forse sì.. chi lo sa.. piangere aiuta senza altro!

con rispetto al tuo commento, scusa ma non capisco che vuol dire: scrivi sul getto vero? :D intendi se scrivo su una fontana??

Darjo ha detto...

bentornato ;)

anonimo ha detto...

Io sto avendo adesso questo problema.Ed ho 13 anni.Ho pianto in camera mia pochi minuti fa e in testa mi ripetevo di essere un incapace.Mi sento uno schifo

Ale ha detto...

Hai 13 anni, a quell'età non ci sono capaci e incapaci. Sei esattamente uguale a tutti gli altri della tua età. Non sei un incapace, sarai più bravo in alcune cose, mentre in altre farai schifo. Purtroppo stai per vivere un periodo in cui nulla è sicuro, la ragazza, la scuola, gli amici, quello che vuoi fare da grande, tutto questo e anche altro può cambiare da un giorno all'altro. Il trucco è goderselo il momento con gli strumenti a disposizione, circondarsi di persone fidate e lasciare perdere quelli che non hanno niente da offrire e chiedono solamente. Tu vali molto di più di quanto credi, è solamente una questione di testa. Fai quello che ti senti, rispetta sempre le altre persone, e soprattutto divertiti. Ridi a più non posso, perché quella è l'età giusta per farlo, crescendo sarai più maturo, ma con quella maturità dovrai affrontare situazioni più serie. Non mollare mai, per qualsiasi cosa al mondo, devi essere l'ultimo a cadere, perché poi quando ripenserai al momento avrai un'ondata di orgoglio che ti permetterà di superare un'altra sfida, senza contare il fatto che ti sentirai bene dall'avercela messa tutta. E, cosa più importante di tutte, sii te stesso, sempre. Non permettere a nessuno di cambiarti.